Negli ultimi anni il CBG (cannabigerolo) è stato oggetto di diversi studi scientifici per il suo possibile ruolo nel controllo del dolore, in particolare del dolore neuropatico. Tra questi, uno degli articoli più rilevanti è pubblicato su PubMed, una delle principali banche dati scientifiche internazionali.
Lo studio scientifico di riferimento
Uno studio intitolato “Cannabigerol (CBG) attenuates mechanical hypersensitivity elicited by chemotherapy-induced peripheral neuropathy” ha analizzato l’effetto del CBG sulla nocicezione, ovvero il meccanismo biologico che porta alla percezione del dolore. Link allo studio completo: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35899583/
Cosa significa “efficacia antinocicettiva”
Il termine antinocicettivo indica la capacità di una sostanza di ridurre la risposta agli stimoli dolorosi. In pratica, una molecola antinocicettiva aiuta l’organismo a percepire meno dolore quando viene stimolato.
Cosa ha dimostrato lo studio sul CBG
Secondo i ricercatori:
II CBG ha ridotto in modo significativo l’ipersensibilità meccanica nei modelli animali utilizzati. L’ipersensibilità meccanica è una condizione in cui anche un tocco leggero provoca dolore. Questo effetto è tipico del dolore neuropatico, spesso difficile da trattare con i farmaci tradizionali. I risultati suggeriscono che il CBG può agire sui meccanismi biologici coinvolti nella trasmissione del dolore, mostrando una chiara attività antinocicettiva in condizioni specifiche.
Perché questo è importante per l’uso topico
Anche se lo studio è stato condotto su modelli animali e non direttamente su creme o unguenti, i risultati sono rilevanti perché: confermano che il CBG interagisce con i recettori del dolore supportano l’uso del CBG in prodotti pensati per il dolore localizzato rafforzano l’interesse scientifico verso creme e topici a base di CBG
Conclusione
Le evidenze scientifiche disponibili indicano che il CBG possiede un’attività antinocicettiva, cio è è in grado di ridurre la percezione del dolore in specifici modelli di dolore neuropatico. Sebbene siano necessari ulteriori studi clinici sull’uomo, questa ricerca rappresenta un importante punto di riferimento scientifico per chi si interessa all’uso del CBG nel trattamento naturale del dolore.